Turismo rigenerativo per la valorizzazione di ecosistemi e identità culturale

Turismo rigenerativo per la valorizzazione di ecosistemi e identità culturale

Il viaggio sostenibile, l’eco-turismo, il turismo responsabile sono tipologie di viaggio sempre più diffuse e riconosciute in particolare da parte dei viaggiatori più sensibili ai temi ambientali e sociali. Oggi esiste, però, una nuova alternativa, il turismo rigenerativo che non solo riduce gli impatti negativi del viaggio, ma cerca di amplificare gli impatti positivi, lasciando i luoghi migliori di come li si è trovati.

Il turismo rigenerativo è un approccio innovativo al viaggio “sostenibile” che, per certi versi, amplia la portata del concetto di sostenibilità connessa al viaggio.

Il turismo rigenerativo, infatti, mira sia a ridurre gli impatti negativi del turismo in sè, sia, soprattutto, a generare effetti positivi per l’ambiente, le comunità locali e il patrimonio culturale delle località che ospitano i turisti. A differenza del turismo sostenibile, che si concentra sulla minimizzazione dei danni, quello rigenerativo va dunque oltre, cercando di lasciare un luogo in condizioni migliori rispetto a come è stato trovato al proprio arrivo.

Questo approccio trae ispirazione dall’idea della rigenerazione ecologica e sociale: ogni viaggio dovrebbe contribuire al ripristino degli ecosistemi locali, al rafforzamento delle economie delle comunità ospitanti e alla valorizzazione dell’identità culturale dei territori.

Si presenta così come un paradigma che promuove la co-creazione tra viaggiatori e residenti, nel rispetto dei limiti ecologici e delle tradizioni locali.

Esistono già progetti concreti di turismo rigenerativo in Italia e nel Mondo? La risposta è sì, vediamone alcuni.

Borgo Albergo di Castelvetere sul Calore

Nel Parco regionale dei Monti Picentini, in Irpina, il piccolo borgo di Castelvetere sul Calore è rinato grazie a un modello di ospitalità diffusa che coinvolge la comunità locale. Gli alloggi a disposizione sono stati ristrutturati mantenendo le caratteristiche originarie dell’architettura locale. Oltre all’accoglienza, i visitatori partecipano a laboratori di ceramica, cucina tradizionale e attività agricole nel pieno rispetto delle tradizioni locali. Nel borgo trovano anche spazio un’osteria che propone le ricette della tradizione irpina, una bottega di prodotti tipici e una sala convegni attrezzata dedicata a eventi e manifestazioni culturali.

Progetto Comunità Ospitali

Il progetto “Comunità Ospitali” fa parte di Borghi Autentici d’Italia e mira a trasformare l’esperienza turistica in un’immersione nella vita del borgo, dove l’ospite diventa un cittadino temporaneo, protagonista e narratore del territorio. Al momento sono 27 i Comuni partner dell’iniziativa e si trovano sparsi in tutta Italia.

L’obiettivo del progetto è creare un’offerta turistica integrata, esperienziale, sostenibile, responsabile e collaborativa. I borghi che aderiscono al progetto diventano “Comunità Ospitali”, aprendosi all’esterno e accogliendo i visitatori come parte integrante della comunità, valorizzando il patrimonio, la cultura e le tradizioni locali facendo loro vivere l’esperienza diretta dell’essere cittadini del posto che visitano.

Il progetto, oltre ad attrarre un turismo di qualità, punta a rivitalizzare i borghi aderenti creando nuove opportunità di sviluppo e migliorando la qualità della vita dei residenti, rendendoli attrattivi per chi desidera vivere un’esperienza autentica e scoprire un’Italia meno conosciuta.

Le “Comunità Ospitali” utilizzano strumenti come la creazione di reti tra strutture ricettive, ristoranti, artigiani e la valorizzazione dell’enogastronomia locale oltre a promuovere eventi e attività che coinvolgono attivamente la comunità e i turisti.

E nel mondo?

Anche a livello internazionale il turismo rigenerativo offre una serie di progetti e di opportunità, come, a esempio, la rete “Regenerative Travel” che riunisce strutture ricettive che contribuiscono attivamente al benessere delle comunità ospitanti e degli ambienti naturali circostanti.

La piattaforma Regenerative Travel mette in contatto viaggiatori attenti alla sostenibilità e alle tematiche della rigenerazione con hotel indipendenti sparsi in tutto il mondo che hanno un forte legame con la comunità e il territorio nel quale hanno sede. Gli hotel promuovono a loro volta il territorio e offrono ai propri ospiti attività culturali, sociali e ambientali che abbiano un impatto positivo sulla comunità con un’attenzione particolare al ripristino e alla rigenerazione degli ecosistemi.

Un progetto che ha delle assonanze con New Zealand Tourism Sustainability Commitment che coinvolge operatori turistici in azioni concrete per il ripristino degli ecosistemi, come la piantumazione di alberi autoctoni e con il progetto attivo sull’isola di Rapa Nui o Isola di Pasqua (Cile) dove sono attivi progetti di turismo comunitario che reinvestono gli introiti nel recupero del patrimonio archeologico e nel miglioramento delle infrastrutture locali, gestiti direttamente dalla popolazione indigena di Rapa Nui.

Conclusioni

Il turismo rigenerativo si presenta, come gli esempi riportano, come una realtà di viaggio strutturata che offre molte alternative a chi desidera un viaggio, o per meglio dire un’esperienza, che vada oltre la semplice visita, ma che sia immersiva nella realtà in cui si è ospitati e che consenta di vivere con autenticità luoghi, persone, comunità, territori. Si tratta di un modo relazionale molto lontano dal turismo “di consumo” tradizionale nel quale “si usa” il luogo per il proprio tempo libero. In questo caso l’esperienza turistica si abbina con la relazione in tutte le sue sfaccettature trasformandosi, così, in un momento di sostenibilità (oltre che di piacere) che abbraccia gli ambiti sociali, ambientali e anche economici.

di Alberto Marzetta