
PFAS e microinquinanti emergenti: una sfida per la qualità dell’acqua
Nel primo episodio del podcast Riflessi, abbiamo approfondito insieme alla professoressa Manuela Antonelli del Politecnico di Milano il tema dei microinquinanti emergenti e dei PFAS, sostanze sempre più al centro del dibattito scientifico e ambientale.
Microinquinanti e PFAS: cosa sono
Farmaci, prodotti per la cura della persona, pesticidi e composti utilizzati in numerosi processi industriali possono infatti raggiungere l’ambiente e il ciclo dell’acqua in quantità molto ridotte, spesso nell’ordine dei nanogrammi per litro.
Si tratta di concentrazioni estremamente basse, ma che richiedono attenzione per la loro persistenza e per i possibili effetti a lungo termine.
Nel corso dell’intervista, la professoressa Antonelli invita ad affrontare il tema con rigore scientifico, evitando sia sottovalutazioni sia allarmismi. I microinquinanti rappresentano una sfida complessa che richiede conoscenza, monitoraggio e una gestione sempre più evoluta della risorsa idrica.
L’approccio One Health
Uno dei concetti centrali emersi durante la conversazione è la necessità di superare una visione frammentata del problema. Per molti anni l’attenzione si è concentrata soprattutto sul trattamento finale delle acque, secondo un approccio definito end-of-pipe, cioè “alla fine del tubo”.
Oggi, invece, si afferma sempre più una visione integrata, ispirata al principio One Health, promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che riconosce la stretta connessione tra salute umana, ambiente ed ecosistemi.
In questo contesto assume un ruolo fondamentale anche il concetto di rischio, inteso non come elemento di allarme, ma come strumento per individuare le priorità di intervento, orientare le scelte e utilizzare al meglio le risorse disponibili.
Qualità dell’acqua, una responsabilità condivisa
Dall’intervista emerge inoltre un messaggio chiaro: la tutela della qualità dell’acqua è una responsabilità condivisa. Gestori del servizio idrico, mondo della ricerca, enti regolatori e cittadini sono chiamati a collaborare per affrontare una sfida che non può essere risolta da un singolo attore.
Anche i comportamenti quotidiani possono fare la differenza. Una maggiore consapevolezza nell’utilizzo e nell’acquisto di prodotti contenenti PFAS, come tovaglie antimacchia, pentole antiaderenti e giacche tecniche impermeabili, contribuisce infatti a ridurne la diffusione nell’ambiente e, di conseguenza, nel ciclo dell’acqua.
Normative europee e approccio preventivo
Le normative europee stanno già evolvendo in questa direzione, introducendo strumenti sempre più orientati alla prevenzione e alla valutazione del rischio.
Ma, come sottolineato durante il podcast, la vera sfida è soprattutto culturale: comprendere le connessioni tra ambiente, salute e attività umane per costruire una gestione dell’acqua sempre più sostenibile e consapevole.