Turismo sostenibile sul Lago d’Iseo: tra cambiamento climatico e nuove generazioni

Tempo di lettura: 3 min.

Come si può conciliare la crescita del turismo con la tutela dell’ambiente? E quanto contano la formazione e la sensibilità delle nuove generazioni nella costruzione di un futuro più sostenibile?

In questo episodio del podcast Riflessi, Gloria Paganotti e Michele Scalvenzi dialogano con Martina Bona, collaboratrice dell’Alta Scuola per l’Ambiente (ASA) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, per approfondire il rapporto tra turismo sostenibile, cambiamento climatico ed educazione ambientale, con uno sguardo particolare al territorio del Lago d’Iseo.

Alta Scuola per l’Ambiente: formazione e cultura della sostenibilità

Fondata nel 2008, l’Alta Scuola per l’Ambiente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore si occupa di formazione, ricerca ed educazione alla sostenibilità, attraverso master, corsi di alta formazione e progetti sviluppati in collaborazione con il territorio.

Il suo approccio è interdisciplinare: le questioni ambientali vengono affrontate integrando competenze scientifiche, educative, economiche e sociali, nella consapevolezza che la sostenibilità coinvolga diversi aspetti della vita quotidiana e delle attività produttive.

Accanto alla formazione universitaria, ASA promuove progetti di ricerca e approfondimento che permettono di analizzare le trasformazioni del territorio e individuare nuove opportunità di sviluppo sostenibile.

Turismo sostenibile: il caso del Lago d’Iseo

Il Lago d’Iseo rappresenta un interessante esempio di territorio in cui la valorizzazione turistica si intreccia con la tutela del paesaggio e delle risorse naturali.

L’installazione The Floating Piers di Christo, nel 2016, ha contribuito ad accrescere la notorietà internazionale del Sebino, richiamando visitatori da tutto il mondo. Una crescita che rende ancora più importante gestire i flussi turistici ed evitare un’eccessiva concentrazione delle presenze nelle località più frequentate.

In questo contesto, il turismo sostenibile passa anche attraverso la valorizzazione dell’entroterra, la promozione di esperienze legate alle tradizioni locali e una distribuzione più equilibrata dei visitatori.

Un ruolo importante è svolto dalla mobilità dolce, grazie alla presenza di collegamenti ferroviari, percorsi ciclabili e opportunità di spostamento alternative all’automobile, così come da un’offerta ricettiva che comprende alberghi, campeggi e agriturismi.

Cambiamento climatico: le nuove sfide per il turismo

Il cambiamento climatico sta modificando anche le abitudini di viaggio e le condizioni in cui le destinazioni turistiche accolgono i visitatori.

Estati sempre più calde, periodi di siccità e inverni meno nevosi hanno conseguenze sia sulle località lacustri sia su quelle montane.

Le temperature elevate possono influenzare la scelta delle destinazioni estive, mentre la diminuzione delle nevicate incide sulla durata delle stagioni sciistiche e sulle attività legate al turismo invernale.

Questi cambiamenti rendono necessario ripensare l’offerta turistica, favorendo una maggiore diversificazione delle esperienze e una valorizzazione del territorio durante tutto l’anno.

Dalla sensibilità ambientale alle scelte concrete

La sostenibilità è un tema sempre più presente nei percorsi formativi e nelle aspettative delle nuove generazioni.

Secondo l’esperienza raccontata da Martina Bona, gli studenti che frequentano i percorsi di ASA mostrano una forte sensibilità verso le questioni ambientali e un interesse crescente per le applicazioni concrete della sostenibilità.

Ma la consapevolezza, da sola, non basta. Per trasformarla in comportamenti e scelte responsabili servono formazione, competenze e un cambiamento culturale che coinvolga anche imprese e organizzazioni.

Essere sostenibili, infatti, non significa limitarsi a dichiararlo attraverso slogan o iniziative di comunicazione, ma intervenire concretamente sui processi, sulle modalità di lavoro e sulle relazioni con le persone e il territorio.

Educazione ambientale: iniziare fin da piccoli

L’educazione alla sostenibilità non riguarda soltanto l’università o il mondo del lavoro, ma può iniziare già nei primi anni di scuola.

Martina Bona, che è anche insegnante di scuola primaria, sottolinea l’importanza di introdurre questi temi nella quotidianità dei bambini, attraverso attività semplici e concrete, come la raccolta differenziata e la cura degli spazi condivisi.

Le abitudini apprese a scuola possono avere effetti anche al di fuori dell’aula: spesso sono proprio i bambini a trasmettere alle famiglie una maggiore attenzione verso l’ambiente, contribuendo a diffondere comportamenti più responsabili.

Un approccio che si ritrova anche nell’impegno di Acque Bresciane per l’educazione ambientale, attraverso le attività dello Sportello Scuola dedicate alla conoscenza e alla tutela della risorsa idrica.

Perché costruire una cultura della sostenibilità significa partire dalla formazione, trasformando la conoscenza in consapevolezza e la consapevolezza in azioni concrete.

Un risultato che dimostra quanto prevenzione, monitoraggio e interventi mirati siano fondamentali per rendere il servizio idrico più resiliente di fronte ai cambiamenti climatici.

Per scoprire di più, guarda l’episodio del podcast.

Oppure ascoltalo sulla tua piattaforma preferita

Scopri le puntate

Articoli correlati