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Ecopsicologia: agire per diffondere la cultura della sostenibilità

L’ecopsicologia è una disciplina nuova, nata dall’incontro tra due diverse scienze, l’ecologia e la psicologia. Questa disciplina promuove la crescita personale e la finalizza al raggiungimento di una maggiore consapevolezza individuale, per permettere ai singoli di diventare cittadini della Terra più liberi, creativi e responsabili.

È una scienza giovane ma in rapido consolidamento che si mette in gioco per offrire un concreto contributo in un periodo storico in cui l’emergenza ambientale e psicologica sono più che mai interconnesse.

Sono sette le principali direzioni di ricerca di applicazione in cui questa disciplina si sviluppa:

  1. Terapia: il paesaggio naturale diventa un setting terapeutico e la natura incontaminata un’opportunità di riscoperta e valorizzazione degli aspetti più profondi e vitali di sé.
  2. Crescita personale: considerata dall’ecopsicologia il percorso più efficace per favorire lo sviluppo di una maggiore consapevolezza ambientale.
  3. Educazione: uscite sul territorio e contatto in prima persona con l’ambiente diventano percorsi privilegiati per coltivare e mantenere viva la spontanea tendenza dei bambini ad aprirsi con meraviglia e curiosità al mondo.
  4. Ambientalismo: l’ecopsicologia amplia gli obiettivi che si propone in educazione cercando di raggiungere anche un pubblico adulto.
  5. Antropologia: un filone di ricerca che studia le corrispondenze esistenti in diverse culture, tra atteggiamento nei confronti della natura e tipo di orientamento sociale.
  6. Mindfulness: l’ambiente naturale è il punto di partenza e di arrivo, diventa lo scenario in cui meglio si può apprendere ad ampliare la propria visione del mondo.
  7. Vita organizzativa e comunitaria: l’esplorazione di pratiche da portare in eventi comunitari ad ampio raggio per risvegliare l’attenzione e la sensibilità sulle tematiche ambientali.

In tutte queste direzioni il ruolo delle relazioni è centrale. Il mondo è un riflesso di ciò che si ha dentro e proprio per questo è importante imparare a relazionarci con noi stessi e con gli altri, in modo costruttivo. In questo modo la comunicazione diventa azione, quando ci rendiamo conto di vivere in un intreccio intricato di relazioni che divengono l’elemento chiave per generare un concreto cambiamento.

La Prima Giornata Provinciale dell’Acqua di Brescia è un’occasione per aiutare ciascuno di noi a ricordare chi siamo e per invitarci a osservare da vicino la natura che ci circonda con occhi nuovi, per innescare un processo che consenta di ripristinare, a tutti i livelli, la nostra interconnessione con il mondo.

Quali sono i passaggi essenziali per risvegliare la “coscienza ecologica”?

  • Abbracciare la Natura. Il primo passo è quello di iniziare a rapportarsi all’ambiente naturale e ai suoi soggetti con un maggiore senso di empatia e disponibilità all’apertura.
  • Esplorare il proprio mondo interiore. Il secondo passo è quello dell’autocoscienza. Partendo dal funzionamento dei meccanismi e dei processi naturali si impara a conoscere il proprio ecosistema interiore.
  • Valorizzare il proprio anelito spirituale. Dopo aver imparato a osservare con occhi nuovi ciò che si è, è essenziale la presa di coscienza di far parte di qualcosa di più grande, consapevolezza che ci permette di motivarci all’impegno e all’azione verso il Pianeta.
  • Espandere il proprio raggio d’azione nel mondo. Compreso di essere un elemento importante nella “rete della vita” si inizia, per senso di compartecipazione e non “di colpa” ad attivarsi in collaborazione con i propri simili per contribuire alla protezione della Terra.

Vi aspettiamo oggi a Torbole Casaglia per la Prima Giornata Provinciale dell’Acqua.

Di Beatrice Coni