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Acqua e istruzione da Brescia al Brasile

La Costituzione Federale Brasiliana del 1988 dice che la salute è un diritto di tutti e tutelarla un dovere dello Stato, da garantire attraverso le politiche sociali ed economiche. Quindi, indirettamente, la legislazione parla di igiene e istruzione.

L’istruzione deve essere un fattore di promozione e protezione della salute, oltre a stimolare la creazione di strategie per il raggiungimento dei diritti di cittadinanza. Pertanto, la scuola non deve limitarsi a trasferire delle semplici informazioni, poiché la sua azione diventa efficace solo quando riesce a promuovere cambiamenti nel comportamento.

In questo senso, il progetto WASH in schools 36, che coinvolge 22.800 studenti delle scuole pubbliche di Anápolis (Brasile), impiega una strategia integrata e olistica che include componenti hardware, cioè il miglioramento dei servizi igienico-sanitari e quindi della qualità dell’acqua, e software, promuovendo il cambiamento comportamentale attraverso la formazione continua.

Per raggiungere questi obiettivi, nel 2022 sono state realizzate numerose iniziative, a partire dal campionamento e dall’analisi microbiologica delle acque in 19 scuole. Sono stati sostituiti i filtri negli impianti e distribuiti 255 dispenser e 1.200 litri di sapone. Infine, sono stati creati dei punti di raccolta per i rifiuti elettronici.

Dal punto di vista educativo, sono stati realizzati un corso teorico e pratico sul recupero delle sorgenti, un corso di formazione per 65 docenti e uno per la formazione di ambasciatori WASH. Un laboratorio pratico ha insegnato a produrre sapone riutilizzando olio di frittura esausto e sono stati ideati e realizzati due fumetti, uno sui rifiuti e un altro sul lavaggio delle mani.

Con l’accesso all’acqua pulita, adeguate strutture igienico-sanitarie di base e buone pratiche igieniche nelle scuole, l’incidenza delle malattie trasmesse dall’acqua diminuisce e gli studenti iniziano a vivere una vita più sana. Tuttavia, per ottenere buoni risultati è necessario cambiare abitudini, privilegiando la combinazione di istruzione e di manutenzione delle strutture, nonché il miglioramento delle strutture igienico-sanitarie.

In questo contesto, il progetto “WASH in schools 36”, finanziato da Acque Bresciane e Fondazione Sipec, cerca di implementare non solo tecnologie appropriate per lo sviluppo, ma anche tecnologie appropriate per l’apprendimento, attraverso l’educazione ambientale e la formazione della comunità scolastica.

Si può concludere che una cosa è realizzare progetti per trattare l’acqua potabile, implementare tecnologia e insegnare igiene e salute. Un’altra è garantire che tutti nell’ambiente scolastico acquisiscano, rafforzino o migliorino le abitudini, gli atteggiamenti e le conoscenze relative all’igiene e alla salute. Inoltre, vale la pena ricordare che nelle scuole che sviluppano progetti educativi WASH, la conoscenza costruita dagli studenti non ha solo un impatto sulla loro vita, ma influenza positivamente anche il comportamento dei membri delle loro famiglie.

Da Anàpolis (Brasile), Carmencita Tonelini Pereira, Dottoranda UNIBS per Fondazione SIPEC

Articolo pubblicato sul numero 8 di Riflessi, dicembre 2022